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Mission

COME NASCE L’IDEA

Pietro Scidurlo, classe 1978, a causa di un errata valutazione medica al parto, non potrà più camminare. Cresce come tanti con un pessimo rapporto con la sua disabilità e con la forte esigenza di fare qualcosa di straordinario per lui e per le persone che vivono la sua stessa situazione.

All’età di 14 anni, in un letto d’ospedale gli viene regalato un libro: “IL CAMMINO DI SANTIAGO” di P. Coelho. Ma lui non sa dove si trova Santiago De Compostela o cosa sia il Cammino. Legge il libro e, giunto alla fine, si promette che un giorno avrebbe compiuto quel viaggio.

Un giorno scopre che mettendo una persona nelle condizioni giuste nulla è impossibile. Nell’Agosto del 2012, all’età di 33 anni, percorre l’intero Cammino Francese verso Santiago De Compostela e in seguito fonda Free Wheels Onlus per comunicare a tutti che anche gli Itinerari Religioso-Culturali, quelli che attraversano i nostri boschi, le montagne e borghi più antichi, possono non essere un taboo per le persone con esigenze speciali.

Per raggiungere questo scopo, decidere di scrivere un blog per testimoniare la sua impresa e durante il suo percorso, in quattordici giorni, 35 mila persone visitano quella pagina.

Si comprende così come Free Wheels Onlus sia sempre stata nell’animo di Pietro, come fosse parte della sua natura, del suo modo di non arrendersi mai alle salite della vita.

A distanza di soli 8 mesi dal suo ritorno dal Cammino, Pietro si sente richiamato e nel 2013 lo ripercorre nuovamente. Raggiungere l’oceano in bicicletta per ben due volte, solca profondamente la vita di questo ragazzo, che cambierà per sempre.

COME NASCE L’ASSOCIAZIONE

Tornato a casa dopo questa lunga e faticosa esperienza per il corpo e per la mente, la vita pone sulla sua strada nuovi e vecchi amici che condividono con Pietro il sogno di poter cambiare il mondo, o almeno parte di esso. Ma dietro un grande sogno, ci deve essere un sognatore. Insieme a loro da vita a Free Wheels Onlus.

“Non possiamo cambiare le persone, ma posso cambiare un’idea. Se cambiamo quell’idea, cambiamo le persone!”

Ma da solo non poteva farcela. Per questo motivo, assieme ad un gruppo di amici, decide di dare vita a Free Wheels onlus, un’associazione senza scopo di lucro che potesse dar voce a quelle persone che sognano di poter vivere il mondo con quella lentezza capace di far percepire quelle sensazioni ed emozioni che solo il passo umano o una bicicletta può restituire.

Il loro obbiettivo? Far prendere consapevolezza a chi opera su e per i nostri Cammini a livello internazionale che anche una persona con esigenze speciali può affrontare un viaggio a piedi o in bicicletta su territori impervi e sancire definitivamente un messaggio di uguaglianza senza barriere ne confini.

LA NOSTRA MISSION

Proprio da questa esperienza nasce lo scopo dell’associazione: aiutare persone con esigenze speciali ad affrontare le loro paure e la vita, con quella fiducia in sé stessi che può portarli a vivere qualsiasi esperienza, più o meno difficoltosa, come il vivere il mondo a piedi con la serenità alla quale tutti hanno diritto. Perché questo è quello che il Cammino ha insegnato a Pietro.

Come intende farlo?

  1. Organizzando seminari informativi per persone in cammino
  2. Mappando percorsi e itinerari rilevando indicazioni di accessibilità
  3. Fornendo gli strumenti necessari per intraprendere queste esperienze
  4. Accompagnando le persone lungo questi itinerari

Soltanto una fotografia chiara e attendibile del territorio in cui viviamo può permettere a tutte le persone di vivere e scegliere in libertà. Proprio per questo Free Wheels onlus convoglia le proprie energie per offrire a tutti la prima forma di accessibilità che andrebbe garantita: l’Accessibilità alle informazioni.

Il sogno di questo gruppo di amici, il loro “camminare per mondi”, vuole essere in assoluto il mezzo di Free Wheels Onlus per diventare un punto di riferimento per persone con esigenze speciali verso una nuova vita, sapendo che esistono tutta una serie di strutture ed opportunità che consentono a tutti di rientrare a pieno titolo nella società, e che la disabilità rappresenterà un grande limite solo se lo sarà nelle loro menti.